lunedì 23 gennaio 2012

Canapa, alternativa energetica, alimentazione, carta, edilizia, fibra tessile, medicina:1000 usi per un’agricoltura


Canapa. Una confusione “voluta” l’ha lasciata per decenni nel dimenticatoio. Oggi è tempo di riscoprire una coltura che si presta a mille usi, dall’industria tessile a quello alimentare

La canapa è una specie di millenario miracolo alimentare, medicinale, tessile, edile, energetico. Potrebbe essere la regina della riconversione ecologica dell’economia. Solo in Italia, ha un mercato potenziale che l’associazione di coltivatori Assocanapa valutò nel 2001 in 300 miliardi di lire, “con la possibile creazione di molte filiere locali” a partire da una materia prima versatile che potrebbe sostituire buona parte dei derivati del petrolio e della nefasta petrolchimica. Dopo decenni di dimenticatoio, da anni le istituzioni italiane e perfino gli organi giudiziari sembrano aver superato la voluta confusione fra cannabis sativa (la varietà di cui stiamo parlando, a uso industriale e alimentare) e cannabis indica (la varietà che ha un alto contenuto del principio attivo tetraidrocannabinolo, Thc, con proprietà psicoattive).

Gli agricoltori -il nostro Paese è un ex produttore di primissimo piano- non sono più considerati criminali, la canapa è una coltura “normale”. Ci si aspetterebbe una nuova stagione di gloria, ma non è (ancora?) così. Nemmeno l’Europa brilla, con un’estensione di appena 20mila ettari coltivati, a fronte dei 24mila ai quali è arrivato il Canada in poco tempo -ne ricava l’olio alimentare con il quale sta invadendo gli Usa, dove la coltivazione è tuttora vietata-. In Europa, l’Italia è ora ferma a 300 miseri ettari coltivati e a pochi impianti di trasformazione. Per anni, è sparito un progetto dopo l’altro: mancava sempre un pezzo nella catena produttiva.