sabato 21 gennaio 2012

Auto blu, per i coniugi Mastella una scorta a testa


di Paola Totaro

E’ scaduto ieri, 20 gennaio, il termine per il censimento delle auto blu, voluto dal governo Monti al fine di razionalizzare la spesa in questo ambito.

Il peso economico per i cittadini è elevato ed ammonta, come si evince da stime risalenti al 2011, a 2 miliardi di euro.

Volti più o meno noti, usufruiscono della protezione, per alcuni dei quali è legittimo porsi la domanda sulla effettiva utilità della misura, visto che le minacce subite risultano molto datate.
I reparti che si occupano delle “aquile”, il nome in codice delle scorte, sono due:
- L’Ispettorato Viminale, che conta 700 uomini nell’organico dei quali circa metà sono dedicati al servizio di protezione;
- Il reparto speciale della Questura Villa Tevere, il quale mette a disposizione 256 agenti.

A questi bisogna aggiungere circa 300 carabinieri ed un centinaio di fiamme gialle arrivando così ad un totale di circa 1000 uomini delle Forze dell’Ordine che vengono impegnati nella sicurezza di persone le quali per il ruolo ricoperto hanno ricevuto minacce e per le quali la Prefettura ha riscontrato la necessità di protezione.
Quando i circa 1000 uomini non bastano, viene utilizzato personale dei carabinieri e della polizia.
Inoltre a questi si devono aggiungere gli addetti alle bonifiche dei luoghi di passaggio e di stazionamento dei protetti, durante le trasferte.

Esempio lampante la situazione di Roma: a fronte di 400 auto che circolano nella Capitale, solo 50 volanti ogni giorno garantiscono la sicurezza dei cittadini.
Attualmente le richieste accolte dal Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza della Prefettura di Roma per le scorte sono circa 2mila. I livelli di sicurezza sono diversi, in base al rischio:
si parte dal livello 1 “rischio imminente ed elevato” che prevede una scorta di tre auto blindate e sei agenti, fino al livello 4 “basso rischio” che invece prevede un’auto non blindata ed un’autista, spesso una guardia giurata il quale, pur non essendo dipendente pubblico, viene stipendiato dal Viminale.

E' proprio in quest'ultimo livello che si riscontrano scorte sulla cui utilità è lecito nutrire qualche dubbio. Come ad esempio quella in dotazione all'ex ministro Paolo Cirino Pomicino, condannato in via definitiva per corruzione, il quale ha a sua disposizione un’auto dello stato e una guardia giurata, una specie di security privata a spese dei cittadini.
Ma non solo Pomicino è riscontrabile negli elenchi. Tra i protetti c'è anche il patron della Lazio Claudio Lotito, insieme alla sua (ex) omologa della As Roma, ora assessore del sindaco Gianni Alemanno, Rosella Sensi.

Fra i politici spicca poi il segretario nazionale del Pdci, Oliviero Diliberto, mentre nel mondo manageriale spunta l'ex commissario delegato dal Governo per la gestione del Piano di sviluppo del Porto di Gioia Tauro ed ora Presidente della Uirnet (Sistema nazionale della logistica intergata e intermodalità), Rodolfo De Dominicis.
Scorrendo l'elenco spiccano i coniugi Mastella, Clemente e Alessandra Lonardo, rinviati a giudizio per le presunte tangenti versate per la costruzione del centro commerciale "i Sanniti", i quali dispongono di una scorta a testa. Figurano poi nell'elenco il senatore ed ex ministro Tiziano Treu e l'ex sindaco di Palermo Diego Cammarata. Come non bastassero i politici troviamo anche militari e alti dirigenti.

Nella lista ci sono anche, in rappresentanza dei giornalisti, Vittorio Feltri, e Maurizio Belpietro (benché l'inchiesta giudiziara abbia accertato che quest'ultimo non ha mai subito il presunto attentato denunciato dalla sua guardia del corpo).
Chiude l'elenco "eccellente" la signora Elsa Antonioli, moglie dell'attuale Presidente del Consiglio Mario Monti.