mercoledì 16 novembre 2011

Presidenziali americane: le gaffe dei repubblicani fanno sperare Obama



di Elisa Renna

Per le elezioni presidenziali americane del 2012 Barack Obama ci riprova. Contro di lui si sono schierati sette sfidanti del Partito repubblicano: Mitt Romney, Rick Santorum, Michele Bachmann, Newt Gingrich, Ron Paul, Tim Pawlenty e Herman Cain. La battaglia, ad un anno esatto dalle elezioni, si accende a colpi di spot elettorali e di dibattiti televisivi. Per il momento, Barack Obama se la può ridacchiare di gusto. Dopo quello che è stato soprannominato “il momento oops”, e cioè l’imbarazzante figuraccia di Rick Perry, che in diretta televisiva non ricordava il nome di tutti i ministeri che avrebbe voluto tagliare, anche Herman Cain si perde in uno scivolone.

Dopo lo scandalo delle accuse di molestie sessuali ai danni di due sue dipendenti del National Restaurant Association, l’ex patron della pizza surgelata incespica in una semplice domanda di politica estera. Gli viene chiesto cosa pensasse del modo in cui Barack Obama ha gestito la situazione in Libia. Cain si appoggia allo schienale, alza gli occhi al cielo e pronuncia le parole: “Ok, Libia”. Seguono undici secondi di silenzio, un’enormità di tempo in televisione. Dopo aver spremuto le meningi a più non posso cercando di ricordare tutto ciò che la parola “Libia” gli faceva venire in mente si esprime così: “Il presidente Obama ha sostenuto la rivolta, corretto? Il presidente Obama si è schierato a favore della rimozione di Gheddafi....giusto per essere sicuri che stiamo parlando della stessa cosa prima di dire se sono d'accordo o meno”. Appurato che si parlava della stessa cosa, risponde di non essere d’accordo con le decisioni della Casa Bianca e al momento di elencare i motivi della sua contrarietà s’interrompe e non conclude la frase.

Il 6 novembre scorso, a un anno esatto dalle elezioni, Barack Obama ha pubblicato sul suo sito internet il suo spot televisivo. Si apre con il discorso che nel 2008 aveva tenuto a Chicago dopo la sua vittoria contro John McCain: “I will never forget who this victory belongs to. It belongs to you”. Seguono poi immagini con scritte in sovrimpressione che ricordano tutto ciò che Obama è riuscito a fare negli ultimi anni. Il Presidente ancora in carica viene molto criticato dagli oppositori politici in materia di deficit del budget e riforma sanitaria, ma siamo sicuri che a vincere siano solo i contenuti? Proprio le ultime elezioni presidenziali americane insegnano quanto i contenuti debbano essere necessariamente accompagnati da una brillante comunicazione politica. Ed in questo Obama è già vincente.