giovedì 8 dicembre 2011

Cose dell’altro mondo: la Lega Nord


di Lucia Pugliese

In questi giorni sembra che la Lega Nord, non più al governo, senta il bisogno di richiamare l’attenzione mediatica. E lo fa con slogan ripescati dal passato, inneggiando alla secessione della parte d’Italia che definiscono “padania”: arrivano a dichiararne l’esistenza come nazione dotata di un ceppo etnico definito, adducendo argomentazioni più o meno surreali. Ci sarebbe da ridere, se i signori che pronunciano tali bestialità non fossero seduti in parlamento, e stipendiati dai cittadini, del nord e del sud. Prendendoli troppo sul serio però, si finisce forse per fare il loro gioco: allora sarebbe meglio rispondere con i toni della commedia, perché di questi tempi i giullari sono più seri dei politici. Proprio quest’anno, Abatantuono ci ha regalato un film divertente e surreale, per ridere e riflettere insieme. Il titolo è “Cose dell’altro mondo”: la storia, neanche a dirlo, riguarda un imprenditore veneto carico di pregiudizi. Il bersaglio qui sono gli immigrati: forse perché la lega, nel periodo in cui è stato girata la pellicola, si era dimenticata un po’ dei meridionali (ma solo nei telegiornali, non durante i raduni), prendendosela con un bersaglio decisamente più trasversale. Ma Abatantuono non si era certo dimenticato delle facezie di Bossi sul Sud Italia, e ce lo ricorda in più di una battuta, come quella qui riportata:

“Non me ne frega niente.. anche perché sento che dall’accento lu l’è un terrun, se non peggio

Abatantuono fa ridere, anche se a volte mischia l’accento milanese con quello veneto, mentre l’altro protagonista, Valerio Mastrandrea, più misurato nei toni, parla con la voce dell’italiano medio carico anch’egli di pregiudizi e frustrazioni. Non ultimo il fatto che la sua ex compagna, interpretata da Valentina Lodovini, ora aspetti un figlio da un uomo di colore. Uno di quelli che dovrebbe prendere i cammelli e andarsene, come afferma con irruenza Abatantuono, nei panni dell’imprenditore Golfetto dalle reti della tv locale che il suo personaggio finanzia.

La saggezza popolare insegna che bisognerebbe stare attenti a ciò che si desidera, proprio perché lo si potrebbe ottenere. Come nel film “Un giorno senza Messicani” (Sergio Arau, 2004), da un giorno all’altro, per effetto di un temporale anomalo, gli immigrati scompaiono dal Bel Paese. Quale piacere, per il nostro imprenditore Golfetto, ma quale piacere sarebbe anche per tutti i leghisti. La realtà però, si rivela amara: senza gli immigrati il paese va nel caos. Non ci sono più neanche badanti (per la madre di Ariele/Mastrandrea), né operai (per l’azienda di Abatantuono/Golfetto). Cavarsela da soli diventa un’impresa rocambolesca, per chi finora si è appoggiato sulle spalle altrui.

Verrebbe da augurare questo ai vari signori Bossi (padre e figlio), Borghezio, e Calderoli: di poter vivere un mondo minuscolo e chiuso in se stesso, che possano chiamare “padania”, con tanta nebbia ma nessun immigrato e nessun meridionale. C’è da scommettere che alzeranno gli occhi al cielo come Abatantuono/Golfetto nel film dicendo:

“Adesso chiudo gli occhi. Quando li riapro falli tornare indietro tutti!”

Una nota per chiudere: mi piacerebbe segnalare l’esilarante servizio di Saverio Tommasi, attore e regista toscano: “Saverio Tommasi alla scoperta della Lega Nord”, disponibile su youtube. C’è molto da ridere (o da piangere, a voi la scelta) anche in questo caso.