giovedì 24 novembre 2011

Le grandi imprese restino in Italia


Ma Termini Imerese chiude

di Stefano Patania

Ultimo giorno di produzione per lo stabilimento Fiat in provincia di Palermo.

Da oggi gli operai cominceranno un lungo periodo di cassa integrazione, fino alla cessazione del lavoro in fabbrica, ossia il 31 Dicembre.

Gli operai dell'industria automobilistica più importante del Paese, già da stamattina davanti ai cancelli, insieme agli operai dell'indotto e ai leader sindacali, hanno effettuato delle assemblee di protesta.

Il responsabile nazionale del settore auto della Fiom, Enzo Masini, ha dichiarato: “Il Lingotto ha assunto una posizione irresponsabile. Il nodo resta quello degli incentivi alla mobilità e a riguardo la Fiat non sta favorendo una soluzione, con la pretesa di sconto rispetto a quanto normalmente applica” .

A poco più di un mese dalla definitiva chiusura le incertezze sono tante, con molti ostacoli da superare, soprattutto dinnanzi ad una Fiat che esporta il lavoro all'estero senza alcun ritegno per i suoi operai italiani.

La rabbia e la tensione crescono, in un quadro in cui la crisi non facilita una soluzione condivisa.

"Bisogna fare presto per giungere alla sigla dell'accordo con Dr Motor. I tempi ormai sono stretti" dichiarano Giovanni Scavuzzo e Mimmo Di Matteo della Fim Cisl Palermo.

Intanto il Ministro del Lavoro (e pari opportunità) Elsa Fornero, cercherà di adoperarsi affinchè si trovi un compromesso accettabile; "Pur nell'autonomia delle parti, il governo è pronto a offrire un contributo costruttivo, se richiesto, alla composizione della vicenda. Ma è tutto il caso Fiat che il governo segue con molta attenzione'' così afferma dal palco della Cna.

Il Ministro Fornero lancia un messaggio diretto alle grandi imprese, compresa la Fiat autrice dello scandalo di Termini Imerese “le medie e le grandi imprese non possono abbandonare il Paese”.

Siamo tutti d'accordo con la Fornero; la mancanza di lavoro e il licenziamento sono gli elementi patologici del mercato del lavoro italiano, tra i maggiori problemi che stanno portando l'Italia nel baratro. Le cause sono da ricercare nella disfunzione del sistema lavoro e in particolare sulle grandi imprese, che nonostante le palate di soldi, cercano manodopera a basso costo nell'Europa orientale o in altri paesi dell'est. Tutto a scapito dei lavoratori italiani che si trovano in condizioni penose, senza poter garantire un futuro alle famiglie.

Per converso ci sono le medio-piccole imprese che necessitano di aiuto per poter rimanere nel mercato e garantire quei pochi posti di lavoro necessari per mandare avanti le rispettive attività.

I lavoratori e i disoccupati aspettano risposte concrete dalle rispettive imprese, ma soprattutto dalla Fornero, in qualità di Ministro del Lavoro, e da questo Governo, che deve per forza di cose operare in maniera impopolare, ma non può e non deve calpestare un cadavere senza pietà.

Vogliamo che il Lavoro risorga in Italia.