sabato 19 novembre 2011

Tremonti: "Il mio merito? Aver previsto un declino che non sono riuscito a fermare"


di Salvatore Borzì

"La nostra bozza di programma incorpora il tempo duro che c´è e che arriva. Se ci fa caso comincia dall´Europa, dalla protezione delle nostre industrie e dei nostri capannoni, del nostro lavoro. Quando la chiedevamo con Bossi, Veltroni ci accusava di barbarie economica adesso le stesse cose le chiedono Obama e McCain. Un dettaglio che non è un dettaglio: prevediamo che il governo compri beni di prima necessità e li distribuisca ai comuni e al volontariato per aiutare chi non arriva a fine mese".

E' questo un'estratto dall'intervista fatta a Giulio Tremonti da Repubblica nel febbraio del 2008, quando si prospettava una crisi nella quale adesso, a distanza di tre anni, siamo totalmente immersi. E' inconcepibile il modo in cui si affrontò il problema, con tentativi di oscuramento di una condizione economica ormai giunta al capolinea.

Sembrava fosse finita per sempre e invece l'ex ministro dell'economia e delle finanze ha deciso di rientrare in campo, senza abbandonare nemmeno per un attimo quello che è stato un palcoscenico di vergogna nei confronti dell'intera Europa e dei cittadini italiani; è atteso per la fine del mese il libro al quale "affiderò la mia verità sulle vicende di questi ultimi mesi" - così si confida al Corriere della sera in un'intervista - il popolo aspetta delle risposte da un ex ministro che è stato meritevole nel prevedere un declino al quale però per mancanza di virtù o di mezzi non è riuscito a opporsi.

Il libro si presume segua la scia di "La paura e la speranza" e di "Il fantasma della povertà", titoli che fanno riflettere in un momento storico in cui la paura è tanta, la speranza va a scemare e la povertà, di certo, non è più un fantasma.